1024 Idee in comune - Committente elettorale: Luca Sabatino

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Home Risorse Diritti del cittadino Statuto comunale I diritti del cittadino nello statuto comunale

I diritti del cittadino nello statuto comunale

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Vi proponiamo la parte dello statuto del comune di Aulla riguardante i diritti dei cittadini

CAPO II

FORME DI PARTECIPAZIONE

ART. 55 PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

ART. 56 LIBERE FORME ASSOCIATIVE – CONSULTE

ART. 57 GESTIONE SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE

ART. 58 ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE

ART. 59 COMITATI DI QUARTIERE O DI FRAZIONE

ART. 60 CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE

ART. 61 ISTANZE

ART. 62 PETIZIONE

ART. 63 DIRITTO DI INIZIATIVA

ART. 64 PROCEDURA PER L’APPROVAZIONE DELL’INIZIATIVA

ART. 65 REFERENDUM

ART. 66 EFFETTI DEL REFERENDUM

CAPO III

PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

ART. 67 PRINCIPI SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

CAPO IV

DIRITTO DI ACCESSOE DI INFORMAZIONE

ART. 68 PUBBLICITA’ DEGLI ATTI

ART. 69 DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE DEI CITTADINI

CAPO V

IL DIFENSORE CIVICO

ART. 70 ISTITUZIONE

ART. 71 ATTRIBUZIONI

ART. 72 ELEZIONE DEL DIFENSORE CIVICO

ART. 73 DURATA IN CARICA – DECADENZA E REVOCA

ART. 74 RAPPORTI CON IL CONSIGLIO COMUNALE

ART. 75 MEZZI DEL DIFENSORE CIVICO

 

CAPO II

FORME DI PARTECIPAZIONE

ART. 55

PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI

1. il comune garantisce l`effettiva partecipazione democratica di tutti i cittadini all`attivita' politica, amministrativa, economica e sociale della comunita'. considera, a tal fine, con favore, il costituirsi di ogni associazione intesa a concorrere con metodo democratico alla predetta attivita'.

2. nell`esercizio delle sue funzioni, nella formazione ed attuazione dei propri programmi gestionali, il comune assicura la partecipazione dei cittadini, dei sindacati e delle altre organizzazioni sociali.

3. il consiglio comunale, entro 60 giorni dalla elezione del sindaco nomina una commissione consiliare con il compito di garantire l`esercizio del diritto di partecipazione, di informazione e di accesso alla vita del comune.

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ART. 56

LIBERE FORME ASSOCIATIVE - CONSULTE

1. il comune sostiene e valorizza le libere forme associative senza scopo di lucro, in particolare quelle che perseguono finalita' scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale e civile e dei diritti umani e civili, di salvaguardia dell`ambiente naturale e del patrimonio artistico e culturale, di assistenza, sportive, del tempo libero, quali strumenti di formazione dei cittadini, ne promuove la costituzione ed il potenziamento.

2. il sindaco e' autorizzato, ove lo ritenga necessario per il raggiungimento delle finalita' di cui al comma precedente, a mettere gratuitamente a disposizione delle associazioni aventi sede nel territorio comunale le strutture e il personale occorrenti per l`organizzazione di iniziative e manifestazioni secondo i criteri e le modalita' previste da un regolamento in attuazione dell` artt. 12 della legge n. 241 del 1990 .

3. il comune puo' affidare ad associazioni ed a comitati appositamente costituiti l`organizzazione di manifestazioni assegnando i fondi necessari; il relativo rendiconto della spesa e' approvato dalla giunta comunale.

4. il comune promuove l`istituzione di consulte, nel numero e nell`oggetto stabiliti dal regolamento, costituite dai rappresentanti delle diverse associazioni operanti nei settori interessati.

5. le consulte collaborano con le competenti commissioni consiliari permanenti alle cui riunioni partecipano, per invito o su loro richiesta.

6. le consulte sono previamente e congiuntamente interpellate dal consiglio, con l`intervento della commissione consiliare competente e della giunta comunale, all`atto della impostazione dei bilanci annuali e pluriennali, dei programma degli investimenti, e sul rendiconto dell`esercizio.

7. il sindaco, su invito della commissione consiliare richiede il parere della consulta competente prima della presentazione al consiglio di atti fondamentali che incidono in misura rilevante sugli interessi dei cittadini, che i suddetti organismi direttamente tutelano.

8. il consiglio comunale tiene, almeno una volta all`anno, entro il mese di settembre, una riunione aperta con la partecipazione delle consulte nella quale il sindaco relaziona sullo stato dell`attivita' svolta nei suoi caratteri e connotazioni piu' significative, rapportato alla situazione esistente negli anni precedenti. le consulte esprimono il loro giudizio sui risultati raggiunti, verificano assieme al consiglio lo stato di avanzamento dei programmi, propongono nuovi obiettivi da perseguire per lo sviluppo della comunita'.

9. il sindaco assicura alle consulte l`invio di informazioni, comunicazioni, atti ad efficacia generale, insieme a copia del presente statuto, dei regolamenti e degli altri documenti utili per attivare la loro partecipazione propositiva all`amministrazione del comune.

10. le consulte possono usufruire dei vantaggi previsti dai commi 2 e 3 del presente articolo.

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ART. 57

GESTIONE DEI SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE

1. il comune favorisce la formazione di organismi a base associativa, con il compito di concorrere alla gestione dei servizi comunali a domanda individuale, quali asili nido e scuole materne, impianti sportivi, culturali, ricreativi, mense scolastiche e simili.

2. gli utenti dei predetti servizi possono costituirsi in comitato di gestione, secondo le norme del regolamento, che adottato dal comitato e approvato dal consiglio comunale, ne definisce le funzioni, gli organi rappresentativi ed i mezzi.

3. i comitati di gestione riferiscono annualmente della loro attivita', con una relazione che e' inviata al consiglio comunale.

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ART. 58

ORGANISMI DI PARTECIPAZIONE

1. il comune puo' adottare iniziative al fine di promuovere organismi di partecipazione dei cittadini.

2. tali organismi possono essere costituiti assumendo a base l`interesse diretto delle professioni, delle arti e dei mestieri e delle relative associazioni formali nonche' dei sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro.

3. gli organismi di partecipazione esprimono il proprio parere su tutte le questioni di rilevante interesse che l`amministrazione vorra' loro sottoporre. i pareri degli organismi di partecipazione debbono essere definiti per iscritto ed entro i termini fissati dal regolamento.

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ART. 59

COMITATI DI QUARTIERE O DI FRAZIONE

1. il comune promuove la nomina di comitati di quartiere o di frazione per la gestione di una serie di affari determinati ed elencati tassativamente dal regolamento.

2. i singoli comitati di quartiere o di frazione sono previamente sentiti all`amministrazione comunale intorno a questioni che direttamente li riguardino. possono presentare istanze, petizioni e proposte ai sensi degli artt. 61 , 62 , 63 e 64 del presente statuto.

3. il regolamento di cui al comma 1 prevede il numero dei membri, i criteri di nomina, la composizione, la sede presso la quale esercitare i poteri e le pubbliche funzioni.

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ART. 60

CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE

1. il consiglio comunale puo' deliberare la consultazione preventiva, anche su loro richiesta, di particolari categorie di cittadini individuabili, attraverso le risultanze degli uffici comunali, di albi pubblici o di associazioni di categoria, su proposte che rivestono per gli stessi diretto e rilevante interesse.

2. il regolamento stabilisce le modalita' ed i termini della consultazione.

3. le forme della consultazione devono garantire in ogni caso la liberta' di espressione dei partecipanti.

4. la consultazione e' obbligatoria in occasione dell`adozione di strumenti urbanistici, dei piani commerciali e di piani urbani del traffico, nonche', dell`esecuzione di opere pubbliche che incidono in modo rilevante sull`economia e sull`assetto del territorio comunali. in tali ipotesi, e' assicurata la partecipazione alla consultazione dei soggetti per i quali i suddetti interventi rivestono uno specifico e rilevante interesse.

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ART. 61

ISTANZE

1. i cittadini, singoli o associati, possono rivolgere istanze scritte al consiglio comunale e alla giunta comunale, a seconda delle rispettive competenze, su specifici aspetti dell`attivita' dell`amministrazione.

2. la competente commissione consiliare decide sulla ricezione ed ammissibilita' delle istanze, trasmettendole all`organo collegiale competente per l`esame, entro giorni 30 dalla presentazione.

3. la risposta, sulla base della decisione degli organi suddetti, e' data per iscritto dal sindaco entro il termine massimo di 90 giorni, con le modalita' stabilite dal regolamento, garantendo, in ogni caso, idonee forme di  pubblicita'.

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ART. 62

PETIZIONI

1. i cittadini, singoli o associati, possono rivolgere petizioni al consiglio o alla giunta comunale per chiedere provvedimenti o esporre comuni necessita'.

2. la competente commissione consiliare decide sulla ricezione ed ammissibilita' delle petizioni, trasmettendole al consiglio o alla giunta comunale per l`esame, entro giorni 60 dalla presentazione.

3. il regolamento interno del consiglio comunale stabilisce le modalita' di esercizio del diritto di petizione, introducendo misure idonee a garantire il rispetto del termine indicato al comma 2.

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ART. 63

DIRITTO DI INIZIATIVA

1. l`iniziativa popolare per la formazione dei regolamenti comunali e dei provvedimenti amministrativi di interesse generale si esercita mediante presentazione al consiglio comunale di proposte redatte, rispettivamente, in articoli o in uno schema di deliberazione.

2. la proposta salvo sia presentata da comitati di quartiere o di frazione deve essere sottoscritta da almeno n. 150 cittadini.

3. sono escluse dall`esercizio del diritto di iniziativa le seguenti materie:

            a) revisione dello statuto;

            b) tributi e bilancio;

            c) espropriazione per pubblica utilita';

            d) designazioni e nomine.

4. il regolamento disciplina le modalita' per la raccolta e l`autenticazione delle firme dei sottoscrittori.

5. il comune, nei modi stabiliti dal regolamento, agevola le procedure e fornisce gli strumenti per l`esercizio del diritto di iniziativa. a tal fine, i promotori della proposta possono chiedere al sindaco di essere assistiti, nella redazione del progetto o dello schema, dai competenti uffici comunali.

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ART. 64

PROCEDURA PER L`APPROVAZIONE DELL`INIZIATIVA

1. la commissione consiliare, alla quale il progetto di iniziativa popolare viene assegnato, decide sulla ricevibilita' ed ammissibilita' formale delle proposte e presenta la sua relazione al consiglio comunale, entro il termine di 90 giorni.

2. il consiglio e' tenuto a prendere in esame la proposta di iniziativa, corredata dai pareri di cui all` artt. 53 della legge n.142 del 1990 , entro 60 giorni dalla presentazione della relazione della commissione.

3. ove il consiglio non vi provveda entro il termine di cui al comma 2 , ciascun consigliere ha facolta' di chiedere il passaggio alla votazione finale, entro 30 giorni.

4. scaduto quest`ultimo termine, la proposta e' iscritta di diritto all`ordine del giorno della prima seduta del consiglio comunale.

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ART. 65

REFERENDUM

1. il referendum su materie di esclusiva competenza comunale e' volto a realizzare un corretto rapporto tra gli orientamenti che maturano nella comunita' e l`attivita' degli organi comunali.

2. si fa luogo al referendum:

            a) nel caso sia deliberato dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al comune;

            b) qualora vi sia richiesta da parte di almeno un decimo dei cittadini elettori.

3. il regolamento disciplina le modalita' per la raccolta e l`autenticazione delle firme dei sottoscrittori e per lo svolgimento delle operazioni di voto.

4. hanno diritto di partecipare ai referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del comune.

5. sull`ammissibilita' del referendum nel caso di cui alla lettera b) del precedente comma 2, decide, entro 30 giorni dalla sua presentazione, una commissione di garanti composta da non piu' di 6 membri, istituita a norma di regolamento.

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ART. 66

EFFETTI DEL REFERENDUM

1. il quesito sottoposto a referendum e' dichiarato accolto se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli elettori votanti per le elezioni comunali e se e' raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi; altrimenti e' dichiarato respinto. il sindaco sulla base dei risultati elettorali, proclama l`esito del referendum e cura che allo stesso venga data idonea pubblicita'.

2. in caso di esito negativo non puo' essere riproposto lo stesso referendum prima che siano trascorsi tre anni.

3. in caso di esito favorevole,di un referendum abbrogativo, l’organo competente e’ tenuto ad adottare, entro e non oltre 60 giorni dalla proclamazione dell’esito gli atti necessari a garantire il rispetto del risultato della consultazione referendaria.

4. in caso di esito positivo di un referendum consuntivo, il sindaco e’ tenuto ad assumere i provvedimenti necessari affinche’ il provvedimento adottato sia conforme all’esito della consultazione.

5. entro lo stesso termine, se l`esito e' stato negativo, il sindaco ha facolta' di proporre egualmente al consiglio la deliberazione sull`oggetto del quesito sottoposto a referendum.

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CAPO III

PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

ART. 67

PRINCIPI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

1. nell`esercizio dell`azione amministrativa, gli organi del comune e i dipendenti sono tenuti a rispettare i fini indicati dalla legge e ad ispirarsi a criteri di economicita', efficacia e pubblicita', assicurando la partecipazione dei cittadini in conformita' a quanto disposto dalla legge sul procedimento amministrativo, dal presente statuto e dai regolamenti comunali.

2. i soggetti incisi da atti di competenza dei dirigenti possono presentare entro 30 giorni ricorso gerarchico al sindaco il quale decide entro 30 giorni decorrenti dal ricevimento del ricorso, su parere conforme del segretario generale.

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CAPO IV

DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE

ART. 68

PUBBLICITA' DEGLI ATTI

1. tutti gli atti della amministrazione comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco, che ne vieti l`esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento di cui al comma 07 dell`articolo successivo, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.

2. anche in presenza di diritto alla riservatezza, il sindaco deve comunque garantire ai soggetti interessati la visione degli atti relativi ai procedimenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i loro interessi giuridici.

3. presso apposito ufficio comunale debbono essere tenute a disposizione dei cittadini un esemplare della costituzione, dello statuto della regione toscana, del presente statuto, le raccolte della "gazzetta ufficiale" della repubblica, del "bollettino ufficiale" della regione toscana e dei regolamenti comunali. presso lo stesso ufficio e' tenuto altresi' l`elenco, periodicamente aggiornato, delle deliberazioni assunte dagli organi comunali.

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ART. 69

DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE DEI CITTADINI

1. tutti i cittadini, singoli o associati, hanno diritto di accedere agli atti ed ai documenti amministrativi, nonche', di accedere, in generale, alle informazioni di cui sia in possesso l`amministrazione comunale, secondo le modalita' stabilite dal regolamento, che dovra' contemperare l`esercizio di tale diritto con lo svolgimento del normale lavoro degli uffici.

2. e' considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dall`amministrazione comunale o comunque dalla stessa utilizzati ai fini della attivita' amministrativa.

3. il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dal regolamento. l`esame dei documenti e' gratuito. il rilascio di copia e' subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo.

4. la richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata e deve riguardare documenti formati dall`amministrazione comunale o da questa detenuti stabilmente.

5. il sindaco ha facolta' di differire l`accesso ai documenti richiesti sino a quando la conoscenza di essi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell`attivita' amministrativa. non e' comunque ammesso l`accesso agli atti preparatori nel corso della formazione dei provvedimenti riguardanti atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, salvo diverse disposizioni di legge.

6. il rifiuto, il differimento e la limitazione dell`accesso sono ammessi soltanto nei casi e nei limiti stabiliti dal regolamento.

7. il regolamento si occupa, altresi', di:

            a) individuare, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili del procedimenti, nel rispetto degli artt. 4 , 5 e 6 della legge 07.08.1990 , n. 241 ;

            b) dettare le norme necessarie per assicurare ai cittadini l`informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull`ordine di esame di   domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino;

            c) assicurare agli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni il diritto di accedere alle strutture e ai servizi, al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all`attivita' dell`amministrazione.

8. le aziende e gli enti dipendenti dal comune hanno l`obbligo di informare la loro attivita' a tali principi.

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CAPO V

IL DIFENSORE CIVICO

ART. 70

ISTITUZIONE

1. e' istituito nel comune l`ufficio del difensore civico quale garante del buon andamento, dell`imparzialita', della tempestivita' e della correttezza dell`azione amministrativa.

2. il difensore civico non e' sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale dagli organi del comune ed e' tenuto esclusivamente al rispetto dell`ordinamento vigente.

3. per l`esplicazione delle funzioni del presente capo, il comune, ove ne ricorrano le condizioni, potra' stipulare, ai sensi dell` artt. 24 della legge n. 142 del 1990 , apposita convenzione con uno o piu' comuni, con la comunita' montana o con la provincia.

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ART. 71

ATTRIBUZIONI

1. spetta al difensore civico curare, a richiesta di singoli cittadini, ovvero di enti, pubblici o privati, e di associazioni il regolare svolgimento delle loro pratiche presso l`amministrazione comunale e gli enti ed aziende dipendenti.

2. il difensore civico agisce d`ufficio, qualora, nell`esercizio delle funzioni di cui al comma precedente, accerti situazioni similari a quelle per le quali e' stato richiesto di esplicare il suo intervento, ovvero qualora abbia notizia di abusi o di possibili disfunzioni o disorganizzazioni.

3. il difensore civico puo', inoltre, intervenire di propria iniziativa a fronte di casi di particolare gravita' gia' noti e che stiano preoccupando la cittadinanza.

4. i consiglieri comunali non possono rivolgere richieste di intervento al difensore civico.

5. il difensore civico ha diritto di ottenere dagli uffici del comune e degli enti ed aziende dipendenti copia di atti e documenti, nonche', ogni notizia connessa alla questione trattata. al difensore civico non puo' essere opposto il segreto d`ufficio ai sensi dei commi 2 e 4 dell` artt. 24 della legge n. 241 del 1990 . il difensore civico e' tenuto a sua volta al segreto d`ufficio secondo le norme di legge.

6. il funzionario che impedisca o ritardi l`espletamento delle funzioni del difensore civico e' soggetto ai provvedimenti disciplinari previsti dalle norme vigenti.

7. qualora il difensore civico venga a conoscenza, nell`esercizio delle sue funzioni, di fatti costituenti reato ha l`obbligo di farne rapporto all`autorita' giudiziaria.

8. il regolamento disciplina le modalita' e le procedure dell`intervento del difensore civico.

9. esercita il controllo, nei limiti delle illegittimita’ denunciate, sulle deliberazioni della giunta e del consiglio quando almeno un quinto dei consiglieri ne abbiano fatto richiesta scritta e motivata con indicazione delle norme violate, entro 10 giorni dall’affissione all’albo pretorio per i casi e con le modalità previste dai commi 38 e 39 dell art. 17 della legge n., 127/97.

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ART. 72

ELEZIONE DEL DIFENSORE CIVICO

1. il difensore civico e' eletto con deliberazione del consiglio comunale a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al comune.

2. la votazione avviene per schede segrete.

3. il difensore civico deve essere in possesso dei requisiti di eleggibilita' e di' compatibilita' con la carica di consigliere comunale ed essere scelto fra i cittadini che, per preparazione ed esperienza, diano la massima garanzia di indipendenza, obiettivita', serenita' di giudizio e competenza giuridico-amministrativa.

4. l`incarico di difensore civico e' incompatibile con ogni altra carica elettiva pubblica e con l`esercizio di qualsiasi attivita' di lavoro autonomo o subordinato, nonche' di qualsiasi commercio o professione che lo pongono in rapporto con il comune di aulla.

5. il difensore civico giura davanti al consiglio comunale prima di assumere l`incarico secondo la formula dell` artt. 11 del d.p.r. 10.01.1957 n. 3.

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ART. 73

DURATA IN CARICA - DECADENZA E REVOCA

1. il difensore civico dura in carica 5 anni e puo' essere riconfermato una sola volta.

2. i poteri del difensore civico sono prorogati fino all`entrata in carica del successore.

3. l`incompatibilita', originaria o sopravvenuta, comporta la dichiarazione di decadenza dall`ufficio da parte del consiglio comunale, se l`interessato non fa cessare la relativa causa entro 20 giorni dalla contestazione.

4. il difensore civico puo' essere revocato, con deliberazione del consiglio comunale da adottarsi a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al comune, per gravi motivi inerenti all`esercizio delle sue funzioni.

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ART. 74

RAPPORTI CON IL CONSIGLIO COMUNALE

1. il difensore civico invia al consiglio comunale, entro il 31 marzo di ogni anno, la relazione sull`attivita' svolta nell`anno precedente, segnalando i casi in cui si sono verificati ritardi e irregolarita' e formulando osservazioni e suggerimenti.

2. il consiglio comunale, esaminata la relazione, adotta le determinazioni di sua competenza che ritenga opportune.

3. il difensore civico partecipa di diritto, come osservatore, alle riunioni del consiglio comunale senza diritto di parola o di voto ancorche' consultivo. puo' esprimere la propria pubblica opinione solo se richiesto dal sindaco.

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ART. 75

MEZZI DEL DIFENSORE CIVICO

1. il consiglio comunale stabilisce la sede dell`ufficio del difensore civico.

2. il difensore civico si avvale per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali del personale del comune.

3. le spese di funzionamento sono impegnate, anche su proposta del difensore civico, e liquidate secondo le norme e le procedure previste dal vigente ordinamento.

4. al difensore civico compete una indennita' di carica corrispondente ad un quarto di quella stabilita per il sindaco.

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