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Articolo Prelevato dal sito Adiconsum

FURTO D'IDENTITÀ: quali rischi per adulti e minori


giovedì 15 aprile 2010


Si è svolta giovedì 15 aprile, presso la Facoltà di Economia “Federico Caffè” dell’Università Roma Tre, la presentazione del Rapporto Annuale sul Furto d’Identità presentato dall’Osservatorio Permanente sul Furto d’Identità promosso da Adiconsum, Associazione Difesa dei Consumatori. L’indagine e il rapporto sono stati stilati in collaborazione con Fellowes Leonardi leader mondiale nel mercato delle forniture per ufficio e della distribuzione organizzata.

La ricerca presentata si pone l’obiettivo di stimolare l’opinione pubblica su un fenomeno ancora poco conosciuto e al contempo sollecitare l’intervento degli interlocutori istituzionali sia sul fronte della prevenzione che su quello del supporto e della tutela delle vittime che possono in ogni momento rivolgersi alle Forze dell’Ordine (Guardia di Finanza – GAT e Polizia Postale) e alle Associazioni dei Consumatori.

Scarica i materiali del convegno

 

Guida pratica al

al furto d'Identità

 

Guida pratica al

furto d'identità

per i più giovani

 

Report 2010

Tra i dati più significativi vogliamo sottolineare:

·       Il furto d’identità viene scoperto nel 60% dei casi controllando il proprio estratto conto bancario, per il 32% su segnalazione del proprio istituto di credito e per il 13% su avviso delle Forze dell’Ordine.

·       Riguardo alle modalità di autotutela viene in evidenza che solo il 58% distrugge i dati sensibili rilevabili da bollette, fatture e comunicazioni bancarie; mentre il 52% ha attivato il servizio di segnalazione via SMS per prelievi o acquisti effettuati con carta di credito.

·       Un dato interessante è che oltre il 60% non conosce questo problema e il 55% non sa come proteggersi.

·       Per quanto invece riguarda il mondo informatico e online, bisogna sottolineare che il 72% usa carte prepagate per acquisti online, ma ancora il 44% adotta comportamenti rischiosi salvando password e user id sul proprio computer.

·       Per ciò che riguarda i danni di chi ha subito questo tipo di furto, le vittime sono 1 su 4 e circa il 40% di esse ha subito un danno fino a 500 euro, mentre il 12% subisce danni fino a 1000 euro. Ben il 40% non è in grado di quantificare il danno subito.

Dall’indagine è emerso che la vittima tipo è soprattutto il libero professionista che usa carte di credito.

La presentazione della ricerca ha dato l’occasione per aprire un corollario di interventi di diversi esponenti del mondo accademico e istituzionale, che hanno permesso di allargare l’orizzonte della riflessione su aspetti giudiziari e legislativi, su modalità di educazione nelle scuole e presso il mondo giovanile oltre che toccare l’importante tematica e problematica legata ai Social Network sui quale sarà necessario aprire ulteriori fronti d’indagine. Sta infatti avanzando la problematica legata al furto d’identità non inteso in senso strettamente economico, ma attuato attraverso l’appropriazione indebita di profili di social network e che vede coinvolti soprattutto i giovanissimi.

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